Crostata di marmellata di prugne con grata di pasta frolla dorata e una fetta tagliata

Crostata di marmellata: la ricetta emiliana di casa

La crostata di marmellata è il dolce che nelle case emiliane e romagnole si prepara senza bisogno di un’occasione: un guscio di pasta frolla al burro, uno strato generoso di confettura e la classica grata di strisce in superficie. Si serve a colazione, a merenda o a fine pasto, e il giorno dopo è anche più buona.

In Emilia-Romagna la si fa soprattutto con confetture dense e un po’ acidule, come quella di prugne o di amarene, che bilanciano la dolcezza della frolla e non colano in cottura. Sono ingredienti semplici e sempre in dispensa, e la riuscita dipende da pochi gesti: impastare poco, far riposare la pasta al fresco e cuocere fino a una doratura uniforme.

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Un po’ di storia

L’origine precisa della crostata non è documentata. Si sa però che torte e crostate di pasta dolce compaiono già nei ricettari del Rinascimento, come quello di Cristoforo da Messisbugo, scalco alla corte estense di Ferrara, e l’Opera di Bartolomeo Scappi del 1570.

Nella tradizione domestica emiliano-romagnola la crostata è legata alle conserve fatte in casa: le prugne, le amarene e le altre frutte estive trasformate in confettura venivano usate durante l’anno per farcire dolci semplici e durevoli.

La ricetta

Crostata di marmellata

  • Porzioni8
  • Preparazione30 min
  • Cottura40 min
  • DifficoltàFacile
  • CostoBasso

Ingredienti

  • 300 g farina 00
  • 150 g burro freddo
  • 120 g zucchero
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 1 scorza grattugiata di limone non trattato
  • 1 pizzico sale
  • 350 g confettura di prugne o di amarene
  • q.b. burro e farina per lo stampo

Procedimento

  1. Togli il burro dal frigorifero e taglialo a cubetti piccoli. Su una spianatoia o in una ciotola larga metti la farina, lo zucchero, il sale e la scorza di limone, poi aggiungi il burro.
  2. Sfrega velocemente farina e burro tra le punte delle dita finché ottieni un composto sabbioso, senza pezzi di burro visibili: servono 2-3 minuti. Lavora in fretta perché il calore delle mani scioglie il burro.
  3. Fai una conca al centro, rompi l’uovo e aggiungi il tuorlo. Sbattili appena con una forchetta e incorpora la farina dai bordi, poi compatta con le mani fino ad avere un panetto liscio e omogeneo. Non impastare più del necessario: appena la pasta sta insieme, fermati.
  4. Appiattisci il panetto in un disco, avvolgilo nella pellicola e mettilo in frigorifero per almeno 30 minuti, meglio un’ora. La frolla deve essere soda ma non dura come un sasso.
  5. Accendi il forno statico a 180 °C. Imburra e infarina una tortiera di 24 cm di diametro, meglio se con fondo removibile.
  6. Tieni da parte circa un terzo della frolla per la grata. Stendi il resto tra due fogli di carta forno a uno spessore di 4-5 mm, adagialo nello stampo e fai aderire bene fondo e bordi, alti circa 2 cm. Rifila l’eccesso e bucherella il fondo con una forchetta.
  7. Mescola la confettura in una ciotola per renderla morbida e spalmabile, poi distribuiscila sul fondo in uno strato uniforme, lasciando libero il bordo.
  8. Stendi la frolla rimasta e ricava strisce larghe circa 1,5 cm. Disponile sulla confettura in diagonale, incrociandole a formare una grata, e premi le estremità sul bordo per sigillarle. Se la pasta si ammorbidisce troppo, rimettila 10 minuti in frigorifero.
  9. Cuoci nella parte medio-bassa del forno per 35-40 minuti, finché bordi e strisce sono dorati in modo uniforme e la confettura fa piccole bolle in superficie. Se il bordo scurisce troppo presto, coprilo con un foglio di alluminio.
  10. Lascia raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla: da calda la frolla è fragile e si rompe. Servila a temperatura ambiente.

I consigli per farla bene

  • Scegli una confettura densa e con poca acqua: quelle troppo liquide bagnano la frolla e in cottura fuoriescono dalla grata.
  • Se la frolla si sbriciola mentre la stendi, è troppo fredda: lasciala 5 minuti a temperatura ambiente. Se si appiccica, è troppo calda: rimettila in frigorifero.
  • Stendere la pasta tra due fogli di carta forno evita di aggiungere farina, che renderebbe la frolla più dura.
  • La crostata dà il meglio il giorno dopo, quando confettura e frolla si sono assestate: se puoi, preparala in anticipo.
  • Per un fondo più asciutto, cospargi la base con un cucchiaio di pangrattato o di biscotti sbriciolati prima di stendere la confettura.

Varianti

  • Con lievito: in molte case emiliane si aggiungono alla frolla 5-8 g di lievito per dolci, ottenendo una crostata più alta e friabile, quasi da forno di paese.
  • Con savòr o mostarda: in alcune zone dell’Emilia la crostata si farcisce con conserve di frutta cotta a lungo nel mosto, dal gusto intenso e meno zuccherino.
  • Con altre confetture di casa: albicocche, pesche o frutti di bosco, scegliendo sempre preparazioni dense e non troppo dolci.

Come si conserva

Si conserva a temperatura ambiente, coperta da una campana di vetro o avvolta nella pellicola, per 4-5 giorni. Evita il frigorifero, che rende la frolla umida. Si può congelare intera o a fette, ben avvolta, per un mese: scongelala a temperatura ambiente.

Domande frequenti

Perché la frolla della crostata si è ritirata in cottura?

Di solito perché è stata lavorata troppo o non ha riposato abbastanza in frigorifero. Impasta solo il tempo necessario e lasciala riposare almeno 30 minuti prima di stenderla.

Quale marmellata è meglio per la crostata?

Una confettura densa e leggermente acidula, come quella di prugne o di amarene, tipiche della tradizione emiliana. Le confetture troppo liquide colano e inumidiscono il fondo.

Si può preparare la frolla il giorno prima?

Sì, avvolta nella pellicola si conserva in frigorifero per 2 giorni. Prima di stenderla lasciala qualche minuto a temperatura ambiente perché diventi lavorabile.

Come capire quando la crostata è cotta?

Bordi e strisce devono essere dorati in modo uniforme, non pallidi, e la confettura deve bollire leggermente in superficie. Il fondo, se sollevi un lato con una spatola, deve risultare asciutto e colorito.

Elena Bassi
Cucina povera, recupero e semplicità | + posts

Elena Bassi cura i dolci e i contorni de Le Ricette Di Una Volta: torte, biscotti e dolci delle feste, verdure di stagione e contorni della tradizione regionale italiana, con dosi pensate per la cucina di casa.

1 commento su “Crostata di marmellata: la ricetta emiliana di casa”

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